IMPARARE DAGLI  ADOLESCENTI

Articolo creato il 1 Maggio 2017 ed aggiornato al 24 Novembre 2017


Le gravidanze indesiderate

E' facile intuire la disperazione di un'adolescente incinta. Molto probabilmente la gravidanza sarebbe stato l'ultimo dei suoi pensieri ed è anche probabile che trovi una certa difficoltà ad accettare l'idea che un rapporto fugace (e forse unico) possa aver dato origine ad un concepimento. 

Forse l'adolescente parlerebbe di "sfiga" ma quella stessa sfortuna potrebbe generare una certa invidia da parte di una premamma che fatica a concepire e per la quale l'idea della gravidanza comincia a diventare un'ossessione.

Ma per l'adolescente incinta si può parlare davvero di sfortuna?

Cosa può imparare una premamma, magari meno giovane, dal comportamento di un'adolescente?

Sfortuna o natura?

Il sesso tra gli adolescenti, in particolare alle prime esperienze, possiede senz'altro una forte carica emotiva mentre è possibile che questo coinvolgimento non sia così intenso per una coppia adulta. Inoltre il desiderio di una gravidanza può generare sentimenti negativi, come l'ansia in entrambi i partner, sentimenti che possono influenzare il coinvolgimento sessuale. 

L'intensità del rapporto vissuta "senza pensare troppo" è invece fondamentale per un concepimento di successo.

L'assunzione è tutt'altro che infondata e comprenderne quali siano le ragioni consente alla premamma di perseguire con maggiore convinzione e perseveranza il corretto approccio emotivo ai tentativi di concepimento. 

A motivo di ciò è utile approfondire nel seguito quali siano i meccanismi che risiedono alla base di quanto asserito.

Forse non molti sanno che le funzionalità riproduttive vengono gestite dal cervello e che ad esempio la passionalità nel rapporto può influenzare il numero di spermatozoi nonché aumentare le secrezioni vaginali che ne facilitano la sopravvivenza ed il viaggio verso l'utero. Più in generale un sesso coinvolgente nel quale il pensiero è rivolto al soddisfacimento del rapporto fine a sé stesso, ossia privo della frenesia di controllo sul concepimento, non solo facilita l'atto sessuale ma fornisce i migliori presupposti per la fecondazione.

Viceversa il comportamento di una premamma ansiosa è mirato a voler gestire ciò a cui il suo corpo provvederebbe naturalmente da solo. La frustrazione di una donna che non riesce a rimanere incinta è dettata dall'idea di fondo di prendersi carico di un compito non suo, quello di controllare una fecondazione attraverso il desiderio martellante di un figlio, nel disperato tentativo di arrivare al traguardo del concepimento attraverso un percorso cerebrale errato, quello che potrebbe il corpo a fare tutt'altro che concepire.

La spiegazione di ciò risiede nel fatto che l'ossessione di maternità ruberebbe il posto ai pensieri che costituiscono invece il compito importante di una donna che intende concepire: ascoltare il suo corpo e seguire il suo istinto con l'obiettivo di soddisfare la sua sessualità, obiettivo che invece faciliterebbe al meglio quello che è l'incarico della natura, ovvero il concepimento (e la stessa considerazione risulta valida anche per l'uomo affinché risulti maggiormente fecondo).

In merito a ciò, si consideri che l'aumento dell'ormone luteinizzante (LH) verso il picco, ricercato con gli stick da chi desidera calcolare i giorni fertili (nulla di sbagliato in ciò, se non si vive con ansia), corrisponde ad un aumento del desiderio sessuale femminile (attraverso la produzione di testosterone da parte dell'ovaio indotta dall'LH) mentre il muco fertile fornisce la sensazione di bagnato che predispone istintivamente la donna a concedersi, offrendo allo stesso tempo, durante i giorni fecondi, un ambiente più ospitale alla sopravvivenza e al movimento degli spermatozoi. Non a caso anche il desiderio maschile spesso non aumenta a meno di due giorni dall'ultimo rapporto, consentendo la rigenerazione del numero adeguato di spermatozoi necessaria a demolire gradualmente la barriera dell'ovulo. Si consideri infatti che, a fronte di un solo spermatozoo che feconderà l'ovocita, ne saranno richiesti molti altri per demolirne il rivestimento.

Da queste considerazioni si può dedurre facilmente che il corpo "fa i suoi calcoli" da solo ed "informa" la premamma attraverso le sensazioni istintive ed il desiderio sessuale, inducendola ad avere il comportamento che ottimizza le probabilità di concepire. Alla premamma invece spetta il solo semplice compito di lasciarsi andare al suo istinto, di non pensare troppo.

Dagli schemi sottostanti, è evidente come l'impatto emotivo influisca sull'intero processo che, coinvolgendo il corpo e la mente, porta non solo a creare i corretti presupposti per concepire (ovale "B"), ma anche ad ottimizzarne le probabilità (ovale "A").

Viceversa l'ansia e frenesia di controllo sul concepimento spezzerà a monte (frecce  "C" e "D") l'intero flusso, sia intervenendo direttamente sul desiderio sessuale che sul corretto invio di segnali ormonali dal cervello. 

Una donna che invece adotta un approccio mentale sereno ai tentativi di concepimento e si limita a seguire il suo istinto, cercherà i rapporti soprattutto nei giorni fecondi del mese, proprio come capita alle adolescenti che, svolgendo correttamente ed esclusivamente il "compito" assegnato loro, con sorpresa e meraviglia, scambiano per "sfortuna" l'evidenza di come il loro corpo funzioni alla perfezione.

Gli adolescenti insegnano tutto?

Senz'altro un atteggiamento mentale corretto, unito ad una giusta dose di fatalismo, costituisce un ottimo punto di partenza per la ricerca di una gravidanza. Inoltre in diversi casi l'evidenza dei fatti dimostra che un approccio mentale di questo tipo si rivela anche sufficiente per raggiungere l'obiettivo del concepimento.

A mio avviso però, in un'ottica di pianificazione di una gravidanza, in cui il senno del poi purtroppo non esiste, un approccio strategico a 360° per raggiungere l'obiettivo del concepimento si rivela essenziale.

L'esperienza di blogger mi ha permesso di raggiungere questa consapevolezza, insegnandomi quanto, in linea generale, risulti variegato e complesso il tema dell'attesa di una gravidanza e quanto, a ragione di ciò, il progetto di vita si presenti senz'altro sufficientemente articolato da richiedere, in via precauzionale, un'anticipazione strategica.

Questa necessità, a mio parere, vale per qualunque premamma, al fine di prevenire ed intervenire col giusto anticipo sui possibili risvolti negativi che un mancato concepimento potrebbe procurare dal punto di vista emotivo, economico, di pianificazione della propria vita e di armonia familiare.

Trasmettere la consapevolezza di un interevento strategico risulta pressocchè immediato: la sezione "Domande alla premamma" e l'indice del libro "Aspettando una gravidanza" lasciano percepire in modo rapido ed efficace la varietà e numerosità degli aspetti che possono intervenire sul progetto di vita e sui suoi obiettivi. 

Imparare a conoscere il proprio corpo ed apprendere il giusto atteggiamento mentale per vivere i tentativi di concepimento già alcuni mesi prima di mettere in pratica i rapporti fecondi, è solo un esempio di intervento anticipato.

Adottare il corretto approccio strategico previene l'eventualità di analisi ed esami (costosi ma non sempre utili) nonché mesi di tentativi di concepimento andati a vuoto in attesa di una valutazione medica.

Il libro "Aspettando una gravidanza" si rivela un riferimento esaustivo per un approccio strategico sotto ogni punto di vista, fornendo i mezzi per raggiungere la gravidanza nel minore tempo possibile (e con minori costi) anche nel caso di un percorso di pregravidanza già avviato.