I prelievi ormonali


Per diverse donne, una gravidanza che si fa attendere può richiedere esami più approfonditi di un controllo ginecologico. 

Più specificatamente, la verifica dei livelli ormonali in opportuni giorni del ciclo mensile consente di monitorare sia l'adeguato funzionamento del cervello nel gestire la riproduzione, sia la corretta risposta ormonale del corpo, quali presupposti fondamentali per un concepimento di successo.

Limitarsi a fare i prelievi ormonali nei giorni indicati dal medico non costituisce tuttavia una garanzia sull'efficacia del monitoraggio ormonale.

Manca infatti, a mio avviso, un aspetto fondamentale: la conoscenza della durata della propria fase follicolare e quindi del giorno di ovulazione.

Senza questi "riferimenti" del proprio ciclo, o con i prelievi "settati" sui riferimenti "standard" (fase follicolare di 13 gg e quindi ovulazione al 14-mo), qualora diversi dai propri, il livello ormonale rilevato non sarà molto probabilmente corretto, risultando quindi fuorviante nell'interpretazione medica.

In particolare i massimi livelli di progesterone si hanno tra il giorno 6 ed il giorno 8 po (post ovulazione), e non in generale nei giorni dal 20 al 22 pm (dal primo giorno dell'ultimo mestruo), a meno che il proprio ciclo abbia le suddette caratteristiche "standard".

Stesso discorso vale per gli altri ormoni, ad esempio per il dosaggio del picco preovulatorio di LH (che va valutato il giorno precedente dell'ovulazione stimata nel proprio caso) e dell'FSH (che va dosato in un giorno scelto tra il 3° ed il 5°,  in funzione della durata della propria fase follicolare).